Video – denuncia delle giovani videomaker della Casba Film

Pubblicato il 8 / 2 / 2012 | 13 commenti

“quando si rappresenta in pubblicità o sui giornali, anche sui quotidiani nazionali, la donna che lavora, lo si fa giocando in modo più meno esplicito con la sua erotizzazione… ” (Casba Film)

Vite, lavoro, non lavoro delle donne Se Non Ora Quando Bologna from Casba Film on Vimeo.

 

Credits:

CASBA FILM è una giovane casa di produzione audiovisiva milanese costituita da 3 giovani videomakers.
Realizza documentari, videoclip, promo di spettacoli teatrali ed eventi, virali.

Elena Maggioni (regista)
Carlotta Marrucci (montatrice)
Hulda Federica Orrù (autrice)

13 Commenti

  1. Ma perchè riproporre sempre ancora le immagini del corpo femminile in funzione maschile che rifiutiamo in quanto non ci rappresentano e non rappresentano la realtà della maggioranza delle donne? Sinceramente, non me l’aspettavo!
    E’ vero che le stesse immagini le ho apprezzate nel video di Lorella Zanardo, ma solo perchè lì erano accompagnate da un commento che metteva in evidenza il paradosso, l’assurdo, ecc.
    Qui non le trovo altrettanto significative, nonostante la qualità della presentazione e del commento sonoro, che trovo suggestivo e azzeccato.
    Annaz

  2. Un grazie dal comitato di Modena

  3. Mi ha incollato al monitor, mi ha fatto incazzare, riflettere, mi ha ipnotizzata. Bravissime! A presto, a Bologna.

  4. io mi sono sentita male nel guardarlo, l’ho visto senza l’audio e non ho il coraggio di rivederlo con, purtroppo a me sembra molto azzeccato.

  5. Molto bello. Mentre lo guardavo pensavo che è davvero incredibile che si rappresenti così la mia vita…il mio essere donna.

  6. Prende allo stomaco, ma è proprio questo l’effetto che deve procurare.
    Si è triste ammettere che viviamo in un Paese che considera la donna alla stregua di un manichino da rivoltare in mille posizioni.
    Agli uomini andrebbe posta la seguente domanda:”Non vi sentite trattare da imbecilli bavosi pronti a comprare qualsiasi cosa pubblicizzata da un corpo di donna svestita?”
    Bravissime le autrici. Complimento amaro, ma la realtà è questa.A presto, a Bologna, ciao da Piera

  7. Questa volta ho rivisto il video con un’amica, capitata in casa mia, per avere un suo parere. Dopo aver letto i commenti inviati sul blog ho dubitato di non aver recepito il senso del messaggio nel mio precedente commento – al di là della semplice ed esplicita denuncia.
    Dando per scontato che il video ci è sembrato molto bello e ben fatto- su questo non c’è dubbio- abbiamo invece messo a fuoco le ragioni del nostro rinnovato dissenso per il tipo di messaggio. Per dirla in sintesi, non ci basta più la semplice denuncia.. Anche noi, come Luigia e Serena, abbiamo avuto le stesse reazioni di malessere, incazzatura, ecc., ma abbiamo deciso che non le vogliamo, non ci fanno bene. Queste immagini non le vogliamo, perchè le conosciamo abbondantemente, ci siamo già indignate, abbiamo protestato nelle piazze e firmato tutte le petizioni possibili per contrastarle. E continueremo a farlo, se necessario!
    Ma qui abbiamo anche sentito ESIGENZE DI CAMBIAMENTO, forse è più difficile, ma abbiamo bisogno di immagini propulsive di realtà più positive e vicine alle nostre speranze.
    Per dirla con uno slogan: NON PIU’DENUNCE MA ESEMPI DI DONNE VINCENTI
    Per finire, pensiamo che sarebbe una bella sfida per le brave amiche del Casba Film!
    Annaz – Anna Maria
    P.S. (di Anna Maria) Questa sigla riferita al tema del convegno mi sembra dia un messaggio piuttosto fallimentare!

    • Cara Anna Maria,

      ci fa piacere partecipare al dibattito scaturito dal video che abbiamo realizzato.

      Inutile dirlo, qualsiasi commento è ben accetto quando è costruttivo e aiuta a sviluppare il discorso urgente che le donne italiane stanno portando avanti sul loro ruolo nella società in questo -talvolta disgraziato- paese.

      Grazie per i complimenti sulla realizzazione tecnica. Cercheremo di rispondere alla tua osservazione in merito al contenuto.

      Quando c’è qualcosa che per noi è sbagliato, crediamo che ci siano due strade a loro modo valide per parlarne, legate tra loro: denunciare ciò che è sbagliato; mostrare esempi diversi che si credono giusti. In questo caso specifico, avremmo potuto sottolineare i modelli sbagliati che i media, in particolare la pubblicità (ma anche la televisione, i videogiochi) propongono della donna. Oppure, come correttamente suggerisci tu, avremmo potuto proporre modelli femminili alternativi, mostrando le donne e i loro risultati eccellenti nello studio o nel lavoro, in tutta la loro complessità, forza e dignità.

      Non crediamo che ci sia la strada giusta o sbagliata, crediamo siano scelte, o meglio strategie comunicative, che non si escludono tra loro. Noi abbiamo scelto la prima, una strada certo già degnamente percorsa (in primis da Lorella Zanardo per quanto riguarda la tv) e da altre, e abbiamo deciso di dare un nostro piccolo contributo al discorso di denuncia. La nostra intenzione era andare oltre al mostrare gli esempi incriminati: siamo partite dalle pubblicità (ancora moltissime, forse la maggior parte, e questo significa che le aziende non si vergognano ancora abbastanza, e che le proteste sono state ancora poco efficaci) che utilizzano i corpi di donna come carne da macello, in cui le “fette” esposte sono sempre quelle che stuzzicano le fantasie maschili, mentre dell’intera persona e di quello che non attiene il corpo si perdono i confini. Persino quando si rappresenta in pubblicità o sui giornali, anche sui quotidiani nazionali, la donna che lavora, lo si fa giocando in modo più meno esplicito con la sua erotizzazione (ne aveva parlato anche la Zanardo nel suo blog).
      Tutto questo avviene per vendere prodotti, ma crediamo che il discorso sulla donna vada ben oltre: le donne (e persino le bambine) vengono coinvolte in situazioni che sembrano aver superato il confine della pornografia, fin nei suoi aspetti più perversi. Della donna, ridotta a puro corpo disumanizzato, si può fare ormai qualsiasi cosa, persino farle violenza o ucciderla. Non è più una donna quella rappresentata, non è più una persona, ciò che resta è un’immagine a servizio del piacere e della perversione maschile, un corpo reso finto in mille maniere, sorridente, docile e silenzioso come una bambola gonfiabile. L’aspetto più incredibile è che spesso tali pubblicità si rivolgono alle donne. Mentre la preoccupazione più grande a nostro avviso è che questi sillogismi, così ripetuti all’infinito sui cartelloni delle nostre città, in televisione, nei mondi virtuali, entrino a far parte dell’immaginario delle nuove generazioni, che non riescono più a riconoscerli nella loro aberrazione.

      Per quanto riguarda la seconda strada che suggerivi, che come dicevamo sopra riteniamo altrettanto utile e interessante, accettiamo l’invito a lavorarci in futuro. Nel frattempo seguiamo quello che altre donne hanno già fatto su questo argomento:
      http://giulia.globalist.it/Detail_News_Display?ID=7416&typeb=0
      Questo documentario sarà proiettato a Milano il prossimo 28 febbraio e speriamo di avere il piacere di vederlo. Forse è proprio nei tempi più lunghi di un documentario che si riescono a sviscerare le storie di modelli femminili positivi, rispetto ad un breve video virale come quello che abbiamo realizzato.

      Infine, per quanto riguarda il commento sulle immagini pubblicitarie che mostriamo, abbiamo scelto di affidarlo -invece che ad una voce off, come nel documentario della Zanardo- all’accostamento di musiche dissonanti e di altre immagini (prese da film ad esempio) che facciano emergere le allusioni e le aberrazioni che vi sono alla base e di cui spesso le persone, poiché bombardate da queste immagini, non si accorgono più.

      Speriamo di aver risposto in modo chiaro con il nostro punto di vista alle tue perplessità.
      Grazie per aver partecipato al dibattito.

      Casba Film

  8. Le ragazze di Casba Film sanno lavorare bene ma il soggetto è già noto e non pare trattato in modo innovativo.
    Se il video è stato finanziato da Se non ora quando… sarebbe meglio spendere risorse in modo più creativo e culturalmente costruttivo
    Se invece è un dono-promo-professionale autoprodotto da Casba Film, discutibilmente risfrutta l’immagine femminile stereotipata secondo l’ immaginario patriarcale morto defunto benchè, come i rettili, batta ancora qualche feroce colpo di coda pur già decapitato.
    SE NON ORA QUANDO potrebbe lanciare un concorso per soggetti sul tema BELLEZZA RISPETTO COMUNICAZIONE e selezionare qualcosa di nuovo, più stimolante, ironico ed esemplare ( concordo con Annaz e Anna Maria).
    Il premio potrebbe esser affidarne a Casba Film la realizzazione
    Elena, Carlotta e Hulda Federica, hanno stoffa e son certa che con la partecipazione di altre donne e magari qualche bell’uomo post-patriarcale di buona volontà, possano farci vedere di meglio;-)

  9. Cara Marcella, care amiche,
    ci tengo innanzitutto a dire che il video è autoprodotto ed è un dono: SNOQ Bologna non finanzia nulla, anzi non possiede nulla, ma ha amiche generose che contribuiscono con il loro lavoro e il loro impegno.
    Il video è infatti destinato ad un’installazione che il gruppo RosaRosae curerà all’interno del convegno e sarà affiancato da altri materiali in cui certamente si vedranno anche donne “vincenti”. Pensiamo che il blog sia il luogo giusto per anticipare materiali e spunti di discussione, e ne seguiranno altri.
    Per il resto, il dibattito è una bella cosa e anche l’idea del concorso è interessante.
    Grazie a tutte,
    d

  10. Ciao a tutte, ho cambiato il titolo del post. in effetti il video non è la sigla del convegno, ma rientra in un percorso artistico di denuncia dell’uso dell’immagine della donna nei media. non rappresenta il convegno: ne è una sua parte in qualità di contributo alla discussione pubblica

  11. Anna Zoli e l’amica Anna Maria ringraziano le ragazze delle Casba e si rallegrano per il fertile scambio di idee, assolutamente necessario per la buona comuncazione (ma per noi nuovo in questa forma di blog…)
    Ci auguriamo e vi auguriamo di continuare a lavorare sempre più in positivo!!

    • Credo che la denuncia sia una fase ancora essenziale.
      Anzi, per dirla tutta, credo che dovremmo protestare contro l’immagine negativa e irreale che viene data delle donne con delle azioni di boicottaggio delle marche interessate e di mutilazione collettiva dei cartelloni pubblicitari che offendono la nostra dignità.
      Ciò detto, sono d’accordo sul fatto che, parallelamente, si debba lavorare per mettere in luce l’immagine giusta, che corrisponde alle donne vere.
      Per questo, come ha anticipato Donatella, all’interno dell’azione di resistenza artistica del sabato sera, avevamo deciso di dedicare una sala proprio all’immagine vera delle donne, appendendo ai muri immagini di donne di successo, di belle campagne governative a favore delle donne e di curricula di donne vere, che lavorano e che cercano di costruire la propria vita professionale.
      Secondo me le due cose non devono andare disgiunte! Mi auguro quindi che il prossimo video di Casbavideo metta in luce come, fortunatamente, l’immagine stereotipata non corrisponda alle donne vere.

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